Il carattere distintivo della penisola salentina – che si estende nel sud-est della Puglia tra i mari Adriatico e Ionio, dalle Murge all'estremità di Santa Maria di Leuca – derivante dal fenomeno artistico noto come barocco leccese è tale da aver meritato l'inclusione nella tentative list dell'UNESCO. A giustificazione del valore universale di questa scuola architettonica è stata evidenziata la facile identificabilità di questo stile, la continuità nel tempo – molto più lungo rispetto alla paragonabile scuola siciliana della Val di Noto, limitata al XVII secolo – e ai competenti restauri che hanno migliorato lo stato di conservazione dei monumenti espressione di tale stile. Tra i più interessanti ed elaborati esempi di edifici in stile barocco a Lecce vi sono la Basilica di Santa Croce, il Palazzo della Prefettura, il Palazzo del Seminario, le chiese di S. Chiara, SS. Nicolò e Cataldo (ristrutturata) e del Rosario. Un vero gioiello è poi la piazza del Duomo che offre una magnifica sintesi dei principali caratteri di questo stile. Ma non solo a Lecce si incontrano monumenti barocchi significativi: l'intera penisola salentina ne è cosparsa, a cominciare da Nardò (di cui si segnalano le opere del celebre architetto napoletano Ferdinando Sanfelice, la chiesa della Purità e la nuova facciata della Cattedrale), Gallipoli (con la Cattedrale, le chiese della Purità, delle Anime, del Crocifisso, di S. Francesco di Paola; il tutto racchiuso nella peculiare cornice paesaggistica di una città edificata all'estremità di una penisola protesa verso il Mar Ionio), Martina Franca (al confine tra il Salento e la Valle d'Itria, zona celebre per la presenza dei trulli, la città ostenta l'evoluzione finale dello stile barocco, ormai confluito nel rococò), Ostuni (con le sue chiese di S. Maria Maddalena e S. Vito martire e il bel palazzo ducale), Francavilla Fontana, Galatina, Galatone e molti altri.
|