Un suggestivo labirinto di cunicoli, grotte, mura ed edifici abitativi e cultuali è ciò che viene denominato Sassi ed è costituito da due rioni, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso. Il primo deve forse il suo toponimo al nome del dignitario romano Varisius ed è composto da cinque quartieri; l'altro, più ampio, comprende sei quartieri e il suo nome è probabilmente riconducibile alla sua ubicazione prospiciente a Montescaglioso, l'antico Mons Caveosus. A partire dal XIX secolo i Rioni Sassi hanno conosciuto un progressivo degrado, sfociato nell'abbandono forzato dell'area da parte degli abitanti intorno alla metà del Novecento. Negli anni '60 e '70 però un rinnovato interesse per il patrimonio urbanistico antico e una rinnovata sensibilità nei confronti dei beni culturali hanno consentito di avviare un processo di recupero conservativo e di valorizzazione della città.
La Basilicata ospita un interessante sito che è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO nel 1993, i Sassi e il Parco delle chiese rupestri di Matera, con la seguente motivazione: "Matera è l'esempio più perfetto e integro, in tutto il bacino del Mediterraneo, di un insediamento preistorico perfettamente adattato all'habitat e all'ecosistema circostante. Il primo nucleo abitativo risale al periodo paleolitico, mentre i successivi insediamenti illustrano perfettamente svariate tappe significative della storia umana". La città è situata infatti in un canyon percorso da un torrente, la Gravina di Matera, nel mezzo di un altopiano calcareo e brullo: la Murgia Materana. La successione di insediamenti umani qui stabilitisi ha dato vita a uno stratificato sistema urbano in cui lo scavato e il costruito si fondono e si sovrappongono.
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