
Cosenza |
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Cosenza è una città dal doppio volto: medievale sul colle di San Pancrazio, ottocentesco nella piana del Crati. Fondata dai bruzi, diventò romana nel 204 a.C. e subì, nel V secolo, l’invasione del re visigoto Alarico. Per le grandi tradizioni culturali, era nota come "Atene della Calabria". Le vicende storiche cosentine sono narrate nel brano tratto dalla Guida Rossa Basilicata e Calabria del Touring Club Italiano. I complessi basiliano- bizantini in Calabria costituiscono un gruppo di edifici religiosi che non solo testimoniano il processo di bizantinizzazione della penisola italiana attraverso campagne militari di riconquista condotte da parte di Costantinopoli, ma anche la diffusione del monachesimo orientale. L'originalità delle forme di questi monumenti e il loro costituire importanti vestigia di una particolare epoca storica li hanno resi meritevoli di inserimento nella tentative list dell'UNESCO. Dalla guerra greco-gotica (535-553) all'arrivo dei Normanni il destino della Calabria fu legato alle fortune dell'Impero d'Oriente, sebbene la dominazione bizantina fu interrotta nel IX secolo dai Longobardi mediante l'annessione dell'area di Cosenza al ducato di Benevento. Di conseguenza, mentre il monachesimo benedettino di Montecassino si stabilì nella zona di influenza longobarda, l'area bizantina in Italia venne influenzata dal monachesimo orientale. Fin dal VII secolo la Calabria fu un rifugio per i monaci monoteliti che fuggivano dalle province orientali dell'impero per scampare alle invasioni arabe e persiane. Il fenomeno raggiunse proporzioni tali da caratterizzare quest'area riconquistata ai Longobardi dalle truppe orientali. Di conseguenza la Calabria bizantina subì un lento processo di orientalizzazione di tutte le forme di vita religiosa (riti, culti, liturgia), che venne accompagnata da una notevole diffusione di chiese e monasteri, fondati dai monaci orientali, che preservarono e trasmisero la tradizione greca ed ellenistica. Questi edifici religiosi scavati nella roccia, costruiti tra IX e XII secolo, erano molto austeri e la loro decorazione pittorica e scultorea è estremamente sobria. Il monastero cattolico di Stilo (RC) è il più rappresentativo tra i monasteri basiliani, ovvero quelli che seguivano la regola di San Basilio (329-379), uno dei padri della Chiesa greca. La chiesa è a croce greca e le volte sono sorrette da colonne saccheggiate da antiche costruzioni della Magna Grecia. A nord di Stilo, precisamente a Bivongi (RC), si trovano invece i resti del monastero di San Giovanni Theristis, dal soprannome dato a un monaco del X secolo sfuggito alle persecuzioni islamiche in Sicilia e qui rifugiatosi in conseguenza di un miracolo da lui operato (theristis significa "mietitore"). Il Katholikon, l'attuale basilica, venne edificato nell'XI secolo in memoria del santo e presenta elementi architettonici bizantini e normanni insieme. Nei secoli successivi però decadde, fino al definitivo abbandono nel 1662 da parte dei monaci, che si trasferirono a Stilo. Dal 1994 nel Katholìkon vivono stabilmente monaci greco-ortodossi provenienti da Monte Athos, tornati in questo luogo rimasto a lungo abbandonato spinti dalla fede e dalle memorie storiche. Uno dei più importanti esempi dell'architettura basiliana è costituito dall'abbazia di Santa Maria del Pathire, a circa 12 Km da Rossano (CS), edificata all'inizio del XII secolo da San Bartolomeo da Simeri (il patér di cui il nome della chiesa). Il Pathirion divenne un importante centro mistico, economico e culturale ed ebbe una ricca e importante biblioteca e una scuola calligrafa, lo scriptorium, dove i monaci si esercitavano alla copiatura e miniatura dei codici e in cui venne ritrovato il celebre e prezioso Codex Purpureus Rossanensis, evangeliario greco del V-VI secolo, portato a Rossano probabilmente da qualche monaco in fuga dall'oriente e attualmente conservato nel Museo Diocesano di Rossano. Dell'originaria costruzione rimangono in piedi anche alcuni archi e avanzi del chiostro. La chiesa ha la struttura di una basilica con tre belle absidi circolari decorate con arcate in pietra e arenaria; la facciata è impreziosita da un portale ogivale in pietra e il pavimento è tutto a mosaico, recante tondi con figure di animali. Ricordiamo inoltre la chiesa di Santa Maria della Roccella a Squillace (CZ), situata vicino al mare; il Battistero di Santa Severina (KR), il più antico monumento bizantino della regione in quanto realizzato tra VIII e IX secolo, contenente il fonte battesimale al centro, circondato da pareti affrescate, e la chiesetta di Santa Filomena (detta anche del Pozzoleo in quanto si narra che il piano inferiore fosse anticamente adibito a pozzo e solo in seguito trasformato in chiesa a causa di un evento miracoloso), sempre a Santa Severina. Quest'ultimo edificio risale al XII secolo ed è sovrastato da una cupola orientaleggiante di particolare pregio. |
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