
Salerno |
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L'importanza di Salerno, città di poco note origini etrusco-campane, poi colonia romana e parte del ducato longobardo di Benevento, va ricercata nel medioevo, al tempo in cui i Normanni, dopo che Roberto il Guiscardo l'ebbe conquistata nel 1076, la dotarono dello splendido Duomo e ne potenziarono la celebre Scuola Medica (nata intorno al VI secolo d.C. sulla scia della scuola medica operante a Velia fin dal V secolo a.C.), che le valse il nome di Hippocratica civitas.
Oggi la città presenta tre zone chiaramente distinguibili: il nucleo medievale, che si sviluppa intorno alla Via dei Mercanti a partire dall'arco di Arechi (secolo VIII), quello ottocentesco e quello moderno, costituito da edifici affastellati e disordinati databili al secondo dopoguerra. Da visitare innanzitutto il Duomo, la cui costruzione fu avviata da Roberto il Guiscardo e dall'arcivescovo Alfano nel 1080 al momento del rinvenimento delle reliquie di San Matteo, a cui infatti venne dedicato. L'edificio venne consacrato nel 1085 da papa Gregorio VII. La porta dei Leoni introduce all'atrio, di chiaro influsso arabo, così come il campanile (secolo XII) che si erge sul fianco destro della facciata. L'interno a tre navate presenta in gran parte l'aspetto conferitogli dai rifacimenti settecenteschi, ma conserva ancora numerose tracce medievali, come gli amboni decorati, l'iconostasi e i mosaici bizantineggianti. Domina la città da una posizione sopraelevata che permette di godere di uno splendido panorama sull'intero golfo il castello di Arechi, fondato dai Bizantini e in seguito ampliato da Longobardi, Normanni e Aragonesi. Il castello ospita una collezione di ceramiche medievali e monete. Di epoca longobarda (secolo VIII), e successivamente restaurato dai Normanni, è ancora visibile l'acquedotto con le sue arcate a sesto acuto disposte su più piani. Tra le chiese meritano una visita la quattrocentesca Santa Maria delle Grazie, al cui interno vi è una pinacoteca- museo con tele della scuola napoletana, arredi sacri e statue lignee, la Chiesa del Crocifisso, con pianta basilicale dei secoli X-XI e rifatta nel '600, e la chiesa palatina di San Pietro in Corte. |
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