
Siracusa |
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Senza vedere la Sicilia non è possibile farsi un'idea dell'Italia. La Sicilia è la chiave di tutto”, scriveva Goethe nel suo “Viaggio in Italia” nel 1787. Il grande scrittore sottolineva così il carattere di rappresentatività dell'isola più grande del Mediterraneo, nonché regione più estesa d'Italia, la cui posizione geografica l'ha resa preda ambita delle numerose popolazioni che l'hanno dominata nel corso dei secoli. La sua storia infatti è ampiamente stratificata e molteplici sono le testimonianze che essa reca ancora oggi delle sue vicende passate. Ben cinque siti siciliani sono stati inclusi nella World Heritage List, ovvero l'area archeologica di Agrigento, la Villa del Casale di Piazza Armerina, Siracusa e la necropoli di Pantalica, le città barocche del Val di Noto e le Isole Eolie. È della zona sud-orientale della regione che ci occuperemo nel dettaglio, pertanto delle province di Siracusa e del Val di Noto. L'aspetto attuale di Siracusa è quello di una città moderna, attraversata da grandi strade di impianto ortogonale, sebbene conservi ancora grandiosi monumenti di epoca greca e romana. È proprio da questi ultimi, compresi quasi tutti nel Parco Archeologico di Neapoli (tel. 0931/66206; aperto tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 9 a due ore prima del tramonto), realizzato negli anni '50, che cominceremo il nostro itinerario. Di fronte all'ingresso incontriamo innanzitutto l'ara di Ierone II, un altare rettangolare utilizzato per i sacrifici pubblici databile al II secolo a.C. Subito dopo ecco lo straordinario teatro greco, completamente scavato nella roccia, con una capienza di ben 15.000 spettatori. Se ne hanno notizie fin dal V secolo a.C., quando vi venivano rappresentate le commedie di Eschilo, e tuttora è la sede primaria delle rappresentazioni a cura dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico (http://www.indafondazione.org/). La latomia del Paradiso è la più vasta delle latomie siracusane, cave di pietra di epoca antichissima da cui si estrava il calcare per la costruzione di edifici. Al suo interno si trovano due grotte di particolare interesse: l'orecchio di Dionisio, il cui nome le venne attribuito da Caravaggio nel 1608 per la forma che richiama il condotto uditivo e per la sua eccezionale proprietà acustica, capace di ampliare qualunque suono, e la grotta dei Cordari, così detta dai cordari che a lungo vi esercitarono il loro mestiere. Da vedere anche un anfiteatro romano di epoca imperiale (III-IV secolo), grande quasi quanto l'arena di Verona, e le catacombe di S. Giovanni (IV-V secolo). Vicino alle catacombe, in mezzo a un'area verde denominata Villa Landolina, è situato il Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” (viale Teocrito, 66, tel. 0931/464022; costo del biglietto € 4,50 intero, € 2 ridotto). È diviso in tre settori: il settore A è dedicato alla preistoria e alla protostoria, il settore B alle colonie greche di Sicilie, prime tra tutte Megara Hyblaea e Siracusa, e il settore C, con reperti provenienti da Eloro, dalle tre subcolonie di Siracusa (Akrai, Kasmenai e Camarina) e da altre località nei pressi. Al di fuori dell'area archeologica si segnalano la chiesa di S. Lucia, di epoca bizantina (secolo XII) ma rimaneggiata nel '600, sovrastante le omonime catacombe, non ancora integralmente esplorate e non visitabili, e il ginnasio romano, un complesso monumentale che comprendeva un quadriportico, un tempio e un teatro. |
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nome: Consorzi Toscana, Marche e Umbria |