
Le Perle della Costiera |
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Seguendo un percorso di circa 50 km lungo l'intera Costiera, da sud a nord, attraversiamo tutti i comuni di maggior interesse della zona, da Vietri sul Mare, distante pochi km da Salerno, a Positano. Vietri sul Mare, città di probabile origine etrusca, è famosa per la produzione di manufatti in ceramica, come dimostra la notevole quantità di negozi che vendono tali articoli lungo le strade del centro. La prima scuola di ceramisti vi nacque in epoca medievale, ma è dal '600 che tale arte conobbe la sua vera fioritura e che la ceramica venne impiegata anche nell'architettura, specie in quella religiosa, ad esempio per la realizzazione di cupole o di pannelli in mattonelle variopinte da applicare sulle facciate delle chiese (si veda quella di San Giovanni Battista). In località Raito si può anche visitare il Museo della Ceramica (tel. 089/211835; orari di apertura: giorni feriali: 9.00-13.15; 14.00-20.00; giorni festivi: 9.00-13.00; 13.30-20.00; chiuso il lunedì; ingresso gratuito). Proseguendo lungo la S.S. 163 incontreremo presto Cetara, borgo di pescatori (come il nome stesso suggerisce derivando dal latino cetaria, “tonnara”), sulla cui costa spicca una imponente torre di avvistamento, e le splendide catacombe di Badia con i resti dell'abbazia benedettina di Santa Maria de Olearia fiorita intorno all'anno Mille e recante degli interessanti cicli pittorici medievali (per la visita si consiglia di contattare l'Azienda Autonoma del Soggiorno e Turismo di Maiori, tel. 089/877452-853672). La cittadina di Maiori si distingue per la presenza di un lungo arenile sabbioso che si snoda per circa un chilometro e mezzo, fatto alquanto singolare nella Costiera e che ha determinato una grande concentrazione alberghiera. La chiesa più bella di Maiori è Santa Maria a Mare, costruita nel XII secolo ma largamente rimaneggiata nei secoli successivi e caratterizzata, come molte altre della zona, da una cupola rivestita di mattonelle maiolicate multicolori. Mura, torri e fortificazioni di epoca quattro-cinquecentesca sono ancora parzialmente conservati (ad esempio il castello di San Nicolò de Toro Piano). L'acqua che lambisce la marina di Maiori presenta una colorazione verde particolarmente gradevole alla vista. Non meno affascinante è la vicina Minori, rinomata anche nel mondo classico come luogo di vacanza dei ricchi aristocratici romani, una cui eco rimane nel nome della santa alla quale è intitolata la bella basilica, Trofimena - una patrizia romana del II-III secolo fatta uccidere dal padre per la sua fede cristiana -, e che viene festeggiata in diverse ricorrenze. Da visitare inoltre i resti della villa d'otium romana riaffiorata negli anni '30 in seguito al crollo di un edificio. Atrani, con le sue belle chiese di Santa Maria Maddalena e di San Salvatore de Bireto, città natale di Masaniello, costituisce una graziosa sosta prima di addentrarci leggermente all'interno rispetto alla costa per raggiungere la più celebre Ravello, che merita una visita decisamente approfondita. Il cuore della città è piazza Vescovado, dove si trova il maestoso Duomo eretto nel 1086, affiancato da un bel campanile duecentesco e introdotto da una imponente porta bronzea. All'interno colonne tortili, fregi e mosaici decorano mirabilmente il pulpito e l'ambone. Sulla destra della chiesa una torre quadrata segna l'ingresso di Villa Rufolo, un complesso di edifici duecenteschi in stile arabo-siculo originariamente di proprietà della famiglia Rufolo. Un'altra bella chiesa medievale a Ravello è quella di San Giovanni del Toro, in cui è conservato uno stupendo pergamo del XII secolo e degli affreschi del '300. Ultimo significativo monumento che si segnala è l'incantevole Villa Cimbrone, fatta costruire da un ricco aristocratico inglese su modello di Villa Rufolo, circondata da un eccezionale giardino. Facendo brevemente tappa al vicino villaggio di Scala, dove merita un'occhiata il Duomo romanico dedicato ai santi Lorenzo e Caterina, ci dirigeremo ora verso Amalfi e inizieremo ad esplorarla proprio dal suo Duomo, dedicato a Sant'Andrea, situato in posizione sopraelevata e raggiungibile pertanto mediante un'erta scala. L'edificio, in stile romanico, fonde nelle sue forme elementi bizantini e moreschi, questi ultimi particolarmente evidenti nel grazioso chiostro del Paradiso. La magnifica facciata non è però quella medievale, crollata nel 1861, bensì una sua ottima imitazione costruita negli anni successivi, su cui spicca il portale bronzeo originale. Usciti dal Duomo ci dirigiamo verso il Museo civico per ammirare la Tabula Amalphitana, un importante manoscritto contenente il testo del più antico statuto marittimo conosciuto, e il gonfalone della città riprodotto secondo la descrizione contenuta nella Tabula stessa. Amalfi ospita inoltre il Museo della carta (http://www.museodellacarta.it; via Delle Cartiere, 24; orari di apertura: dal 1/3 al 31/10 10.00-18.30 tutti i giorni, dal 01/11 al 28/02 10.00-15.30 chiuso il lunedì), voluto dalla cartiera Milano, dove è possibile assistere alla fabbricazione della carta di stracci come avveniva secoli fa e consultare testi sull'argomento nella piccola ma esauriente biblioteca al suo interno. Ritorniamo ora sulla S.S. 163: la prossima indicazione che leggiamo ci indirizza verso Vettica Minore all'interno e Conca dei Marini sulla costa, dove si trova la verdissima grotta dello Smeraldo, cui è possibile accedere sia dal mare sia dalla strada. Da Conca seguiamo ora la S.S. 366 per allontanarci dalla costa e raggiungere Furore, località che presenta la singolare caratteristica di essere stata ricoperta di murales realizzati da artisti italiani e stranieri ispirati dal tema del rapporto tra l'uomo e il mare. Ritornando ora sulla statale che affianca la costa giungiamo a Praiano, antico borgo marinaro praticamente fuso con la frazione di Vettica Maggiore. Cinque soli chilometri ci separano ora dalla mondana Positano, situata in un eccezionale golfo e costruita con una originale disposizione verticale per sfruttare al meglio il poco spazio concesso dal versante montuoso. Da vedere la chiesa di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Vito. Luogo di diffusione dell'attività tessile tra i più rinomati della costiera, Positano divenne negli anni '60 mèta di un turismo incessante e conobbe un vero e proprio boom della moda che da lei prese il nome. La S.S. 163 termina a Sant'Agata sui due Golfi, che segna il “confine” tra la Costiera amalfitana e la Penisola sorrentina. |
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