
Il Parco del Cilento |
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Il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del Programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO, nella riunione tenutasi a Parigi tra il 9 ed il 10 giugno del 1997, ha inserito nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L'obiettivo che si prefigge il MAB è mantenere un equilibrio, duraturo nel tempo, tra l'Uomo ed il suo Ambiente attraverso la conservazione della diversità biologica, la promozione dello sviluppo economico e la salvaguardia degli annessi valori culturali. Nel 1998 il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula sono stati nominati Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO, in base ai seguenti due criteri: “Durante la preistoria e il Medio Evo la regione del Cilento è stata il principale passaggio per le comunicazioni culturali, politiche e commerciali in un modo particolare, cioè attraverso le catene montuose che corrono da est ad ovest creando così un panorama culturale di notevole significato e qualità” e “In due momenti chiave dello sviluppo della società umana del Mediterraneo come regione la zona del Cilento ha costituito l'unico modo esistente di comunicazione tra l'Adriatico e il Tirreno nella regione del Mediterraneo centrale, e ciò è chiaramente illustrato da quello che resta oggi del paesaggio culturale”.
Il termine Cilento deriva dal latino cis-Alentum, cioè “territorio al di qua del fiume Alento”. Il Vallo di Diano è un altopiano formatosi in seguito all'erosione glaciale: dalla composizione molto particolare, racchiuso tra le montagne della Maddalena e degli Alburni, esso segnava l'intersezione di diversi ambienti culturali, nonché luogo di transito obbligato per il sud Italia. Nel parco si trovano circa 1800 specie di piante autoctone spontanee fra le quali spicca la primula di Palinuro, simbolo stesso del Parco. La macchia mediterranea si estende nella zona costiera insieme con gli ulivi e i boschi sempreverdi. Data l’estrema varietà della morfologia e della flora del parco, la fauna è altrettanto diversificata e ricca. Nelle zone montane si trovano le aquile reali e alcune delle sue prede, come la lepre appenninica e la coturnice, specie ormai estinte in molte parti del territorio appeninico. Tra i pascoli troviamo lupi, volpi e martore. I primi insediamenti umani risalgono al Paleolitico medio e continuano per tutto il Neolitico sino all’Età del Rame. Resti di questi insediamenti sono stati rintracciati sia nelle grotte costiere fra Palinuro e Scario, sia nelle grotte all'interno, come quelle di Castelcivita, sia nel vallo di Diano nelle Grotte dell’Angelo a Pertosa. Le testimonianze dell’Età del Bronzo sono più numerose e comprendono altari sacrificali, sculture rupestri e sepolture. I primi Greci sbarcarono sulle coste del Cilento intorno al XVII secolo a.C. e fondarono le città coloniali di Pixunte (Policastro), Molpa e Poseidonia (Paestum). Dal mare giunsero poi i Focei dell’Asia Minore che crearono Elea (Velia). Nel IV secolo a.C. i Romani usarono questa zona per scambi e traffici commerciali, ma con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (VI secolo d.C.) iniziò il lungo periodo delle dominazioni barbariche: Visigoti, Goti, Longobardi e continui attacchi da parte dei Saraceni. Questo incontro/scontro fra diverse culture determinò il nascere di complessi architettonici e pittorici di grande bellezza come la badia di Pattano con la Cappella di S. Filadelfo o gli affreschi della Cappella Basiliana a Lentiscosa. Durante i secoli XVI e XVII l’intero territorio fu smembrato tra nobili che contribuirono a fare di questa terra luogo di crudeli imprese. |
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