
La Certosa di Padula |
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La Certosa di San Lorenzo, poi chiamata di Padula per la vicinanza con l'omonimo paese, venne costruita nel 1306 per volere del conte Tommaso Sanseverino, che la donò poi all'Ordine dei Certosini. Come tutte le certose, essa era rigorosamente suddivisa in “casa alta”, dove vivevano i certosini in clausura, e “casa bassa”, dove i conversi conducevano una vita più operativa, amministrando i beni dell'ordine e sovrintendendo alle attività agricole ed artigianali. Dell'impianto originario rimangono oggi pochi elementi, tra cui lo splendido portone datato 1374 e le volte a crociera della chiesa. A partire dal Concilio di Trento vennero avviate grandi opere di ampliamento che ne modificarono radicalmente l'antica struttura e furono iniziati anche i lavori che portarono, due secoli più tardi, alla realizzazione del chiostro grande e del grandioso scalone ellittico che unisce i due livelli del chiostro grande. Gli ultimi interventi risalgono al XVIII secolo e comprendono la costruzione del refettorio e le decorazioni a stucco di diversi ambienti. In età napoleonica, precisamente nel 1807, la Certosa fu soppressa e i monaci dovettero abbandonarla. Tutto il patrimonio artistico, in particolar modo pittorico, e la ricca biblioteca acquisiti dai monaci fu confiscato e disperso. Alla fine dei periodo napoleonico i certosini rientrarono nella loro Casa senza più il peso e il potere avuti in precedenza e vi restarono fino al 1866, anno in cui lasciarono definitivamente la Certosa, dichiarata nel 1882 monumento nazionale. Nonostante ciò essa cadde per molti anni nell'oblio e nell'abbandono e venne utilizzata anche come campo di prigionia durante le due guerre mondiali. Dagli anni '80 è oggetto di accurati restauri grazie all'interessamento della Soprintendenza di Salerno. La Certosa (tel. 0975/77745 – 77552) è aperta tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 9 alle 20 (costo del biglietto: € 4 intero, € 2 ridotto). |
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