
Le Città del Val di Noto |
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LE CITTA' DEL VAL DI NOTO Nel catanese: Catania, Caltagirone e Militello Catania si affaccia sull'omonimo golfo, in una posizione privilegiata per l'osservazione dell'Etna. A seguito del terremoto del '600 la sua organizzazione urbanistica venne completamente rinnovata e razionalizzata e il nuovo piano tenne conto degli insediamenti preesistenti e delle pendenze del terreno. Della città antica rimangono sostanzialmente solamente i resti del teatro romano e il Castello Ursino, costruito per volere di Federico II tra il 1239 e il 1250, originariamente in riva al mare, ma arretrato in seguito alle colate laviche del 1669. Tipicamente svevo, a pianta quadrata con quattro torrioni cilindrici angolari, ospita il Museo civico, con reperti archeologici, dipinti, armature e collezioni varie (in allestimento, è visitabile solo su richiesta, tel. 095/345830). Per quanto riguarda il periodo post-terremoto, Piazza del Duomo è il punto di confluenza dei principali assi cittadini e deve il suo armonioso aspetto barocco agli edifici che la delimitano, tra i quali il Palazzo Municipale. Al centro della piazza si erge il simbolo della città, la celebre Fontana dell'Elefante, costituita da un elefante in pietra lavica di età romana sormontato da un obelisco egizio. Il Duomo, dedicato a Sant'Agata, è stato rifatto nel '700 da Gianbattista Vaccarini, cui si deve anche la fontana dell'elefante, sui resti di un preesistente edificio normanno commissionato da Ruggero I, a sua volta occupante la zona delle antiche terme Achilliane. La vicina Porta Uzeda, in cui termina una delle principali strade di Catania, via Etnea, mette in comunicazione la zona centrale con il porto della città. Oltrepassata la porta si incontra Palazzo Biscari, uno degli edifici civili di maggior pregio, riccamente decorato sia all'esterno che internamente e con un bel portale d'ingresso. Non lontano dal Duomo è possibile visitare due case famose: la prima è la casa natìa di Giovanni Verga (http://www.museumland.com/verga/casa.html; via Sant'Anna n. 8, tel. 095/7150598), rimasta pressochè intatta dai tempi in cui ci viveva lo scrittore, e l'altra è quella di Vincenzo Bellini, ora Museo civico belliniano con annessa biblioteca musicale che conserva spartiti autografi e libretti (http://www.siciliatourist.tv/etnatv/sud/museobelliniano.htm; piazza San Francesco d'Assisi n. 3, tel. 095/7150535). Al grande compositore catanese è intitolato anche il polmone verde della città, Villa Bellini, vasto giardino pubblico con statue di siciliani illustri a cui si accede tramite l'ingresso in via Etnea, non lontano dal rigoglioso Orto botanico dell'Università. Dal museo possiamo ora imboccare via dei Crociferi, una delle strade più rappresentative del barocco catanese affiancata da sontuose chiese e bei palazzi settecenteschi. Su di essa si affacciano nell'ordine la chiesa di S. Benedetto, la chiesa di S. Francesco Borgia con accanto l'ex Collegio gesuitico, la chiesa di S. Giuliano, attribuita al Vaccarini, e da ultimo il Convento dei Padri Crociferi. Dal convento possiamo ora percorrere via di Sangiuliano: da un lato per andare ad ammirare nell'elegante piazza Dante la grandiosa chiesa di S. Nicolò, la cui facciata non venne mai completata, oppure dall'altro, in direzione dello sfarzoso Palazzo Manganelli e del Teatro Massimo Bellini. Caltagirone, rinomata per la lavorazione di pregiate ceramiche smaltate, si estende in collina alle pendici dei Monti Erei. Al centro storico si accede mediante via Roma, che inizialmente costeggia Militello si dice sia stata fondata dai soldati di Marcello durante l'assedio di Siracusa del Nel siracusano: Noto e Palazzolo Acreide Noto, “giardino di pietra” (definizione di Cesare Brandi), è stata nominata dal Consiglio Europeo “capitale del Barocco”. Gli interventi di ricostruzione in questa città sono stati particolarmente significativi e scenografici, sebbene l'utilizzo della friabile pietra calcarea ne abbia determinato l'instabilità e la necessità di recenti ulteriori opere di consolidamento. Caratteristica principale della nuova Noto è l'omogeneità costruttiva che le conferisce un'armonia architettonica esemplare. Asse portante della città è corso Vittorio Emanuele, sul quale si affacciano una serie di edifici barocchi e tre belle piazze: Piazza dell'Immacolata, con la chiesa di S. Francesco dell'Immacolata da un lato e la chiesa di S. Chiara dall'altro; Piazza del Municipio, con Palazzo Ducezio, oggi sede del Municipio, il palazzo vescovile e Palazzo Landolina, e il Duomo; e infine Piazza XVI Maggio, ornata da un giardino ottocentesco e dominata dalla splendida chiesa di S. Domenico, opera di Rosario Gagliardi. Parallela a corso Vittorio Emanuele si snoda via Cavour, lungo la quale ammiriamo le decorazioni di Palazzo Nicolaci e di Palazzo Trigona. Da quest'ultimo si accede mediante una scalinata alla città alta, dove si trovano i quartieri popolari di impronta araba e anche la chiesa del SS. Crocifisso, attribuita anch'essa al Gagliardi. A pochi Km a sud di Noto si trova la riserva naturale di Vendicari (http://www.oasivendicari.net/): si tratta di un'oasi faunistica istituita nel 1984 dove è possibile osservare le centinaia di specie di uccelli che vi si fermano ogni anno; ammirare la macchia mediterranea che la ricopre; esplorare i ruderi di epoca ellenistica, bizantina o medievale in essa scoperti; o semplicemente godere dello splendido mare che caratterizza la sua costa. Akrai (antico nome di Palazzolo Acreide) fu una delle prime colonie fondate dai Corinzi siracusani: la sua origine risale al Poco fuori dal centro abitato è visitabile l'area archeologica di Akrai (http://www.akrai.it/), dove si trova un significativo teatro greco del III secolo a.C. Nell'area anche un bouleuterion, luogo in cui si riuniva il senato, una piccola costruzione coperta contenente una piccola orchestra semicircolare e dei sedili a gradinate; le latomie dell'Intagliatella e dell'Intagliata; i resti di un tempio di Afrodite; i cosiddetti Santoni, 12 grandi sculture rupestri incassate nella roccia risalenti al III secolo a.C. e legati al culto di Cibele; e numerose necropoli. Nel ragusano: Ragusa, Modica, Scicli Ragusa, città di remota fondazione e dalle numerose dominazioni succedutesi nel tempo, si presenta costituita da due nuclei distinti, che sono stati comuni autonomi dal 1865 al 1926: Ragusa Superiore, nella parte occidentale, la città settecentesca, e Ibla, o Ragusa Inferiore, la parte antica, in cui chiese e palazzi barocchi occupano le strette stradine di impianto medievale. Nella parte moderna, giungendo dalla stazione, oltrepassiamo il Ponte nuovo e visitiamo innanzitutto il Museo archeologico ibleo, che raccoglie materiali di scavo provenienti dal territorio circostante. Da qui ci dirigiamo attraverso via Roma verso Nei dintorni della città, lungo la strada che conduce a Santa Croce Camerina, si staglia il Castello di Donnafugata, la più grande e raffinata dimora patrizia di campagna della Sicilia sud-orientale. Costruito verso la metà del XVII secolo su un edificio preesistente, venne rimaneggiato fino al '900, ma l'insieme di stili, dal gotico veneziano al tardo rinascimentale, risulta coerente ed estremamente gradevole. Modica fu capitale e centro amministrativo della contea omonima, il feudo più esteso di tutta Modica è anche la città natale del grande poeta Salvatore Quasimodo, di cui è possibile visitare la casa-museo, parte del percorso che costituisce il Parco letterario Salvatore Quasimodo inaugurato nel 2001 su iniziativa del figlio del poeta (l'altra metà del percorso è costituita dalla Torre Saracena di Roccalumera, nei pressi di Taormina, luogo di origine della famiglia). Della storia di Scicli, fiorente città fin dai tempi della dominazione araba, l'evento più caratterizzante è senza dubbio la vittoria di Ruggero il Normanno sui Saraceni nel 1091. Tale trionfo venne attribuito all'intervento della Vergine Maria, in onore della quale fu eretto due anni dopo il santuario della Madonna dei Milici, teatro di una manifestazione annuale che mira a ricordare quel fatto (si tratta della Festa delle Milizie, il 27 maggio, con tanto di rievocazione storica della battaglia tra Normanni e Saraceni del 1091, una fiera, corse di cavalli e una processione della statua della Madonna). Inoltre nel Duomo della città, S. Ignazio, viene custodita un'opera in cartapesta raffigurante |
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